Difficile rimanere indifferenti di fronte tanto splendore

Fiori a Casa della Vita“Raffaele cammina per la strada con aria indifferente”… Ecco, volendo parafrasare una nota canzone di un noto cantautore, potrebbe cominciare proprio cosi la storia di Arcangelo Raffaele Iuliano , 53 anni, orfano da tanto,affetto da paresi facciale congenita e lieve ritardo mentale. Ogni giorno percorre rigorosamente a piedi le strade che da Succivo, dove vive con la sorella Lina, lo conducono a Sant’Arpino, altro paese dell’Agro aversano, in cui il nostro eroe ama trascorrere il tempo che gli avanza da quello che impiega in “Casa della Vita”, un’associazione ONLUS,curata (tra soci, volontari e il Presidente Gennaro Capasso) da una trentina di persone,che tra mille difficoltà,si occupano di assicura-re a qualche decina di diversamente abili,-momenti di incontro fatti di gioco, teatro, terapie emozionali di gruppo e tutto quanto possa essere utile per lasciare esprimere quelli che il territorio ormai conosce come “i ragazzi di Casa della Vita”. Raffaele è uno di loro e quando attraversa le aree più calde della cosiddetta “terra dei fuochi”, di indifferente ha solo l’aria perché tutto nella sua vita è partecipazi-one, interessamento benevolo, passione. La sua giornata comincia presto parteci-pando alla gestione domestica per alleviare la sorella di qualche lavoro in casa e poi, ben vestito, sbarbato e in pace col mondo si reca nei luoghi a lui familiari. Un saluto agli amici in piazza; una capatina da Don Umberto in parrocchia; un richiamo scher-zoso a chi non si è accorto di lui; un gesto gentile per la signora carica di borse della spesa: ” Ve pozze purtà ‘e borze ?”. Sempre affettuoso e disponibile con tutti. E poi arriva il mercoledì… per Raffaele e tutti i ragazzi di Casa della Vita, il mercoledì è un giorno speciale perché, anziché solo il pomeriggio, trascorrono insieme l’intera giornata a Teverolaccio, antico casale nobiliare che il Comune di Succivo ha concesso in comodato d’uso anche a questa Associazione. Raffaele non si risparmia e partecipa attivamente ai preparativi per il pranzo a cui provvedono personalmente i ragazzi (con la solerte supervisione di qualche volontario). Proprio “ragazzi” non sono, ma conserva-no intatta la freschezza e l’innocenza delle loro anime e lo fanno con la serietà delle persone semplici,sia quando impastano polpette sia quando provano la rappresen-tazione teatrale di turno o ancora quando realizzano un flashmob con la scuola locale di danza e Raffaele si occupa di spin-gere l’amica in carrozzina per consentirle di danzare con gli altri. Questi sono i fiori che sbocciano nella “terra dei fuochi”. Nascono spontaneamente e alimentano della solidarietà, del desiderio di condivi-sione e di partecipazione di persone speciali che normalmente credono nell’amore gratuito. Non ce ne voglia il lettore per l’inganno del titolo, ma voleva-mo l’attenzione di persone sensibili e chi viene attratto da una notizia sui fiori, più facilmente saprà cogliere lo splendore della bellezza di questa storia.

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